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Oratorio dell'annunziata - Via Borgo di Sotto, 47 - Progetto dell'anno
Oratorio dell'annunziata - Via Borgo di Sotto, 47 - Affresco interno del XIV Secolo
Oratorio dell'annunziata - Via Borgo di Sotto, 47 - Affresco interno del XIV Secolo
Mura Medievali di Ferrara - Porta degli Angeli - XV Secolo
Castello Estense o di San Michele - XIV Secolo
via Ghisilieri - Case fortificate - IX Secolo
Tempio della Certosa - San Cristoforo - XV Secolo
Cattedrale di Ferrara - XII Secolo

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Palazzo Massari

INTERNI PALAZZO MASSARIQuesto Palazzo fu l'ultimo importante edificio costruito in epoca estense: venne infatti edificato a partire dal 1590 per volontà del conte Onofrio Bevilacqua in una posizione urbanistica di grande rilievo, tra il quadrivio degli Angeli e l’antica piazza Nova.
A fianco dell'edificio, elegante ma al tempo stesso austero, fu costruita negli ultimi decenni del Settecento la Palazzina Bianca, detta anche Palazzina dei Cavalieri di Malta, di concezione neoclassica, il cui aspetto esterno di modesta dépendance nasconde al piano nobile eleganti sale riccamente decorate e fornita di orti retrostanti  trasformati poi in un parco con giardini all'italiana con lunghi viali, statue e fontane.
Alla decadenza della famiglia Bevilacqua, seguirono decenni di degrado, fino al 1860 quando il palazzo e le sue adiacenze furono acquistati dalla famiglia Massari che diede vita ad una nuova, breve stagione di splendori.
A questo periodo risalgono la costruzione di due scuderie o padiglioni fra cui l'attuale occupati poi successivamente dal Padiglione d'Arte Moderna e Contemporanea, sede espositiva di mostre personali e collettive di artisti contemporanei - e la realizzazione del parco paesistico come oggi lo vediamo. Il Parco Massari, frequentato dai cittadini ferraresi, è il più vasto dei giardini pubblici entro Le Mura della città: esso si estende su circa quattro ettari di superficie.
Molti alberi sono più che secolari: oltre ai due cedri del Libano sono presenti alcuni tassi, un imponente ginkgo e una gigantesca farnia. Dal 1975, il Palazzo, attualmente di proprietà comunale, è sede di importanti istituzioni museali civiche:

  • Il Museo Giovanni Boldini
  • Il Museo dell'Ottocento
  • Il Museo d'arte moderna e contemporanea Filippo de Pisis
  • PAC - Padiglione d'Arte Contemporanea

E’ situato in Corso Porta a Mare 9 e gli orari di apertura sono 9.00 - 13.00 / 15.00 - 18.00 ad esclusione del lunedì in cui il palazzo rimane chiuso.

 

Palazzo Massari

Palazzo Costabili

Palazzo Costabili(sede del Museo Nazionale Archeologico)

Di fattura cinquecentesca, si attribuisce il possesso a Ludovico Sforza detto il Moro, di fatto fù di proprietà di un ambasciatore Estense alla corte del Moro,  si tratta di Antonio Costabili.  Il progetto iniziale fu dell'architetto Biagio Rossetti, illustre maestro dell’architettura ferrarese Rinascimentale. Il cantiere del palazzo vide all’opera alcuni illustri scalpellini e pittori della corte estense, fra i primi Gabriele Frisoni, Girolamo Pasino e Cristoforo di Ambrogio, fra gli altri Benvenuto Tisi detto il Garofalo, Ludovico Mazzolino e l’Ortolano.
Nel 1500 Biagio Rossetti iniziò la costruzione per lasciarlo nel 1503 alle cure di Girolamo Pasini e Cristoforo di Ambrogio da Milano, ma nel 1504 vennero abbandonati i lavori e l’edificio rimase incompiuto.
Di notevole bellezza è la decorazione marmorea delle paraste e dei gradini dello scalone del cortile d'onore, attribuita a Gabriele Frisoni.
Al palazzo, pur incompiuto, non mancano però notevoli decorazioni in alcune parti interne.
Notevoli sono le volte lunettate di tre stanze al pianterreno, affrescate, secondo i più, da Benvenuto Tisi detto il Garofalo e dai suoi allievi.
Nelle due sale sotto l’ala di levante, dette rispettivamente Sala delle storie di Giuseppe Sala delle Sibille e dei Profeti la fattura talora scadente fa pensare più agli allievi che al Maestro. Di tutt'altro spessore è la terza sala affrescata, detta Aula Costabiliana o Sala del Tesoro, posta presso il portico meridionale e i cui affreschi sono concordemente attribuiti al Garofalo.
Di forma rettangolare, è fregiata in alto da 18 lunette a chiaroscuro con scene riferibili al mito di Eros e Anteros, o dei due Amori. Nella volta, con audace prospettiva da sotto in su, sono raffigurate scene della vita di corte, di evidente ispirazione mantegnesca: da un’ampia balconata rettangolare, tra festoni di fronde, si affacciano una trentina di personaggi assorti in lieti conversari e muniti di strumenti musicali. Al rosso dei tappeti anatolici da preghiera  che pendono dalla balconata, fa riscontro il verde dei festoni che si collegano sopra la lieta comitiva, sullo sfondo del cielo. La prospettiva aerea è continuata, al centro, da una fascia dodecagona con inserti monocromi di ispirazione classica che sale a forma di cupola fino a un grande rosone in legno dorato, certo inclusovi in epoca posteriore. Dalla fine del XVI secolo in poi, si succedono diversi proprietari che dividono e modificano l’impianto architettonico finendo per ridurre la struttura ad un stato di degrado molto grave. Nel 1920, grazie all’intervento dell’allora Direttore Generale alle Antichità e Belle Arti, Corrado Ricci, si definisce l’eproprio del Palazzo che viene acquistato dal Demanio dello Stato alla somma di 195mila lire, e, nel 1930 il Ministero decide che il palazzo diventi sede del materiale archeologico proveniente dalla necropoli di Spina. Il 20 ottobre 1935 viene inaugurato il Museo Archeologico Nazionale.

Il Palazzo/Museo si trova in Via XX Settembre, 124 - 44121 Ferrara

Gli orari di apertura sono : 9.00-14.00 - Chiuso lunedì - Aperto lunedì dell'Angelo - Giorni di chiusura annuali: 25 dicembre.

 

Palazzo Costabili affresco

Palazzina Marfisa d'Este

Palazzani MarfisaMarfisa (nobildonna da cui proviene il nome della palazzina), figlia di Francesco d’Este sposata in prime nozze ad Alfonsino d’Este e successivamente ad Alderano Cybo-Malaspina, visse in questo palazzo fino alla sua morte. Alla scomparsa di Marfisa, la palazzina divenne sede dell'amministrazione Cybo fino alla metà del XVIII secolo  e, da allora cominciò un lento degrado dell'immobile che terminò solo nel 1910, quando cominciarono i restauri per farlo divenire Museo nel 1938. L'interno è decorato da affreschi sui soffitti, in parte rifatti nel restauro del XX secolo dalla bottega del Filippi. Soprattutto le grottesche  di notevole inventiva e raffinatezza. Il mobilio, acquistato sul mercato antiquario ferrarese,  risale al XVI e XVII secolo. Fra questi si posso ammirare il busto marmoreo del duca Ercole I, opera di Sperandio Savelli del XV secolo e la scultura della Madonna eseguita dalla bottega dei Lombardi nel XVI secolo.
Nella loggetta, anticamente aperta sull’esterno, si vedono due ritratti di bambine sulle pareti: si tratta delle due figlie di Francesco d’Este, Marfisa e Bradamante. La Palazzina è suddivisa in sale : Sala delle Imprese, Sala di Fetonte, Sala dei Banchetti, Sala Grande, Sala del Camino, Loggetta dei Ritratti e lo Studiolo. Attraverso ciò che resta del grande giardino, si raggiunge la loggia affrescata a finto pergolato, anticamente usata come sede di concerti e piccoli spettacoli.
Sembra che proprio qui sia stata rappresentata per la prima volta l'Aminta di Torquato Tasso.

La Palazzina si trova in Corso Giovecca, 170 - 44121 Ferrara.

Gli orari per visitarla sono: 9.00-13.00 / 15.00-18.00 - Chiuso lunedì - Aperto lunedì dell'Angelo.

Giorni di chiusura annuali: 1 Gennaio, Pasqua, 1 Novembre, 25 e 26 Dicembre.

 

Giardino della Palazzina MArfisa

Palazzo Pendaglia

mappapendagliaPalazzo Pendaglia, costruzione del XVI secolo ,l''edificio ubicato alle spalle della sede storica della Cassa di Risparmio di Ferrara, in pieno centro - Via Sogari n.3 , dove ha sede l'istituto Alberghiero "Orio Vergani"

Palazzo Roverella

palazzoroverella

In angolo fra il corso della Giovecca e la via Boldini, è il palazzo Roverella, opera attribuita a Biagio Rossetti (1508) e realizzata nell'ambito dell'addizione di Ercole I.

 

Facciata a due piani, divisa da  cornici e lesene in cotto, con rilievi elaborati.

 

Le finestre sono sormontate da un frontone triangolare; sulla porta, adorna di marmi, una bella trifora.

mapparoverella

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