Palazzina Marfisa d’Este

Marfisa (nobildonna da cui proviene il nome della palazzina), figlia di Francesco d’Este sposata in prime nozze ad Alfonsino d’Este e successivamente ad Alderano Cybo-Malaspina, visse in questo palazzo fino alla sua morte. Alla scomparsa di Marfisa, la palazzina divenne sede dell’amministrazione Cybo fino alla metà del XVIII secolo  e, da allora cominciò un lento degrado dell’immobile che terminò solo nel 1910, quando cominciarono i restauri per farlo divenire Museo nel 1938. L’interno è decorato da affreschi sui soffitti, in parte rifatti nel restauro del XX secolo dalla bottega del Filippi. Soprattutto le grottesche  di notevole inventiva e raffinatezza. Il mobilio, acquistato sul mercato antiquario ferrarese,  risale al XVI e XVII secolo. Fra questi si posso ammirare il busto marmoreo del duca Ercole I, opera di Sperandio Savelli del XV secolo e la scultura della Madonna eseguita dalla bottega dei Lombardi nel XVI secolo.
Nella loggetta, anticamente aperta sull’esterno, si vedono due ritratti di bambine sulle pareti: si tratta delle due figlie di Francesco d’Este, Marfisa e Bradamante. La Palazzina è suddivisa in sale : Sala delle Imprese, Sala di Fetonte, Sala dei Banchetti, Sala Grande, Sala del Camino, Loggetta dei Ritratti e lo Studiolo. Attraverso ciò che resta del grande giardino, si raggiunge la loggia affrescata a finto pergolato, anticamente usata come sede di concerti e piccoli spettacoli.
Sembra che proprio qui sia stata rappresentata per la prima volta l’Aminta di Torquato Tasso.

La Palazzina si trova in Corso Giovecca, 170 – 44121 Ferrara.

Gli orari per visitarla sono: 9.00-13.00 / 15.00-18.00 – Chiuso lunedì – Aperto lunedì dell’Angelo.

Giorni di chiusura annuali: 1 Gennaio, Pasqua, 1 Novembre, 25 e 26 Dicembre.

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